L’URLO DEL GUERRIERO MARSO.

È una rabbia latente, tirata fuori e mischiata agli elementi tramite la scultura, senza un destinatario preciso. C’è critica sociale, critica verso coloro che dovevano evitare l’affossamento della cultura e la conoscenza di chi siamo stati e di chi potevamo essere..

La rabbia di un’ideale ed una coerenza strappata a questo territorio  con il sopravvento di schiere di analfabetizzati familistici amorali.

Un urlo liberatorio, nel silenzio. Io lo sento, mi pervade da anni e da anni penso cosa a loro volta potessero pensare  i nostri avi, vedendo come si  ridotto il proprio popolo. Popolo ormai spoliato da qualsiasi storia, vuoi per deficit culturali propri, vuoi per la necessità del bisogno che lo spinge ad occuparsi solo di sfamare la propria prole quotidianamente.

E gli sciacalli che si nutrono della distruzione della cultura, dell’ arte, di specificità  superiori, assaltano le città ed i paesi lasciando un cumulo di macerie, sterilizzando il territorio.

*** Lavori in corso.

Giancarlo Sociali